Avviso spoiler su La Guerra della Scintilla: Ravnica:
i capitoli 50 e 67 del libro si sovrappongono a questa storia.
Genitori, è giusto far notare che questa storia contiene contenuto che potrebbe essere non adatto ai lettori più giovani.
I.
Ma la situazione non era del tutto luminosa. Anzi, la luce
era letteralmente scomparsa. Il cosiddetto Incantesimo dell'Antico di Bolas aveva
creato un’immensa tempesta magica, facendo piombare tutta Ravnica in
una notte artificiale sporcata dalle Scintille di Planeswalker rubate
che sfrecciavano come comete verso Bolas e la gemma mistica che
fluttuava tra le sue corna, andando ad accrescere il potere del drago.
Molti Planeswalker avevano perduto quelle Scintille e le loro vite a
causa dell’esercito di Eterni che occupava il nostro mondo. Il tentativo di
assassinare la Signorina Capelli Corvini, Liliana Vess, era fallito, e
quella necromante stava ancora controllando gli Eterni per conto di Bolas. E,
ovviamente, il nuovo Patto delle Gilde Vivente, Mastro Niv-Mizzet, il
Mentefiamma, giaceva svenuto sul terreno tra le rovine dell’ambasciata, avendo
utilizzato tutta la sua energia mistica per uccidere solamente uno degli
Dei Inquietanti.
E poi c’era Nicol Bolas in persona. L’Antico Drago era
ancora seduto sul suo trono, come se nessuno dei nostri sforzi fosse servito a
qualcosa.
Molti di noi erano tornati alla Sede del Senato Azorius per
la nostra seconda riunione in questa lunga ed orrenda giornata.
Il Signor Jura si rivolse ancora una volta alla
folla di Planeswalker, ai gildani di Ravnica e a me: “La battaglia è sempre
stata inevitabile. Tentare di far risorgere Niv-Mizzet è stato veramente
meritevole, ma anche con il suo aiuto la battaglia sarebbe comunque stata
inevitabile. Quindi, va bene, non abbiamo l’aiuto del Mentefiamma. Ma le cose
sono ben lontane dall’essere senza speranza. Abbiamo decimato le forze degli
Eterni. Distrutto metà degli Dei Eterni del drago. Ora dobbiamo porre fine a
tutto utilizzando la Blackblade su Bolas.”
Parlava con una tale sicurezza, una tale autorità, da
risultare incredibilmente rassicurante, sapete?
“Il piano, questa volta, sarà piuttosto semplice. Per il
momento Bolas ha ritirato la maggior parte delle sue forze alla sua Cittadella. Quindi noi risponderemo lanciando
un attacco di massa a due ondate. Sul terreno, ogni membro di gilda, ogni
Planeswalker… diavolo, ogni abitante di Ravnica che sappia maneggiare un’arma,
partirà in un assalto frontale su larga scala. Tutto ciò che abbiamo. Tutto in
una volta. Tutti quanti. A meno che non sappiate volare o possiate scroccare un
passaggio su qualcosa che lo sappia fare. In quel caso, mentre l’assalto
terrestre terrà occupati gli Eterni, Aurelia, io e il resto delle nostre
forze aeree riunite ingaggerà battaglia dai cieli. Utilizzerò la mia
invulnerabilità per avvicinarmi. Poi trafiggerò Bolas con la Blackblade. E
tutto finirà.” Lo fece sembrare veramente facile.
Troppo facile…
Udii il Signor Vrona chiedere a Madama Lavinia di
procurargli una spada.
Mastro Zarek lo mise da parte e disse: “Tu non sei
un guerriero.”
“Oggi siamo tutti guerrieri.”
I Guardiani, nel frattempo, stavano dando spettacolo
con il rinnovo dei loro Giuramenti. Iniziò il Signor Jura, alzando nuovamente
la Blackblade e dicendo: “Mai più. In nessun altro mondo. Io giuro questo:
per Portale Marino, per Zendikar, per Ravnica e per tutto il suo
popolo, per la giustizia e per la pace, io sarò un guardiano. E dopo la caduta
di Bolas, quando un nuovo pericolo sorgerà per minacciare il Multiverso,
io sarò lì con i Guardiani al mio fianco.”
Io pensavo che tutti avessero un Giuramento comune, ma il
Signor Beleren fu molto più sintetico: “Mai più. Per il bene del
Multiverso, sarò un guardiano.”
Giusto. Variazioni sullo stesso tema. Almeno rende il tutto
un po’ più interessante.
La Signorina Nalaar fece un passo in avanti e
parlò: “Ogni mondo ha i suoi tiranni, che seguono le proprie brame senza
preoccuparsi di chi calpestano per raggiungerle. Quindi, dico io, mai più. Se
significa che la gente potrà vivere libera, sarò una guardiana. Insieme a tutti
voi.”
Il Signor Teferi intonò: “Da tempo immemore i
forti seviziano i deboli. Mai più. Per i perduti e i dimenticati, sarò un
guardiano.”
Poi, sorridendo agli altri, il Signor Criniera D’Oro ruggì:
“Ho visto tiranni senza limiti alle loro ambizioni. Creature che si ritenevano
dei, pretori o consoli ma che pensavano solamente ai propri desideri, non a
quelli dei propri sudditi. Intere popolazioni furono ingannate. Intere civiltà
piombarono in guerra. Persone che cercavano semplicemente di vivere vennero
fatte soffrire. Addirittura, morire. Mai più. Finché tutti non avranno trovato
il loro posto, sarò un guardiano.”
Infine, loro cinque si voltarono verso la Signorina Revane.
Sembrava, come sempre, molto riluttante a parlare. Poi inviò uno sguardo alla
Signorina Nalaar, che si stava mordendo un labbro, ricambiando quello sguardo
con trepidazione.
In quel momento l’elfa sorrise. Fu solo per un istante,
ma riuscii a vederlo. Fece un passo in avanti e parlò con una voce chiara e
acuta: “Ho visto mondi portati alla rovina, con la terra ridotta a polvere e
cenere. Incontrollato, il male consumerà ogni cosa sulla sua strada. Mai più.
Per Zendikar e per la vita che nutre, per Ravnica e per la vita di ogni piano,
sarò una guardiana.”
La Signorina Nalaar sorrise felicemente. E non fu l’unica. I
sei Giuramenti ispirarono molte persone.
Il Signor Jura guardò la folla e chiese: “Qualcun’altro?”
Le persone si guardavano tra loro o abbassavano lo sguardo.
La Signorina Ballard fece un sorrisetto. Il Signor Karn incrociò le
sue enormi braccia d’argento. Per un attimo, mi sembrò che Madama Kaya volesse
parlare… prima di perdere il coraggio. Nessuno si fece avanti. Nessuno parlò.
Teyo ed io ci scambiammo uno sguardo. Pensai che
sarebbe stato un ottimo Guardiano, ma non aveva la sicurezza di farsi avanti,
non perché avesse paura di combattere per delle altre persone, ma perché
pensava che non fosse abbastanza qualificato per combattere al fianco di quei
grandi eroi.
Io sussurrai: “Sarebbero fortunati ad averti.”
“Non lo so” rispose, sussurrando. “E te, invece?”
Io risi. “Non puoi proteggere il Multiverso se sei bloccata
su un piano ed i tuoi compagni di squadra non possono né vederti né sentirti,
giusto?”
Lui annuì con riluttanza e disse: “Beh, se non prendono te,
allora io non voglio farne parte.”
Gli diedi un pugno per ciò che aveva appena detto.
“Ouch.”
II.
Insomma, è un po’ il mio punto debole.
“Cosa?” chiese lei ad alta voce.
Il Signor Beleren le fece cenno con le mani di abbassare il
volume.
Lei respirò a fondo e chiese: “Che cosa?” con un tono di
voce decisamente più basso.
Il Signor Jura disse: “Abbiamo un incarico speciale per te.
Vogliamo che tu torni al Nuovo Prahv e riattivi il Sole Immortale.”
“Cosa?” gridò lei, di nuovo. “Sapete quanto diamine è stato
difficile spegnere quel coso?”
Loro tre si scambiarono una serie di sguardi che fermarono
la rabbia di lei sul nascere.
Lei si inclinò e sussurrò: “Non vi fidate del fatto che gli
altri Planeswalker vogliano rimanere qui.”
Il Signor Beleren scosse la testa. “Non è quello. Abbiamo
bisogno del Sole perché faccia ciò per cui fu creato. Impedire a Bolas di
fuggire.”
Il Signor Jura concordò: “In un modo o nell’altro, tutto
questo terminerà oggi.”
“Bene, allora mandate qualcun’altro” disse lei. “Perché
altrimenti siete pazzi a pensare che mi perderò questa battaglia.”

Il Signor Jura ridacchiò a quella reazione. “Nessuno di noi
l’ha mai messo in dubbio.”
Il Signor Beleren disse: “Prendi chiunque ti possa servire.
Vai ad attivare il Sole, e lascia qualcuno a sua difesa. Poi ti daremo il
benvenuto nella battaglia.”
“Non lo so” mugugnò lei. “Bolas vuole che il Sole sia
attivo. Non sono sicura che sia una buona idea.”
“A me sembra una buona idea.” Noi quattro ci voltammo ed
alzammo lo sguardo. Il Signor Dack Fayden era seduto sulla schiena di
Madama Isperia, sfoggiando uno smagliante sorrisetto. “Scusate. Non volevo
origliare.”
La Signorina Nalaar sbottò: “Guarda dove sei seduto. È ovvio
che volessi origliare.”
“Beh, sì. Ho visto i grandi Guardiani nascondersi dietro
una sfinge morta e mi sono incuriosito un po’.”
Visto. Non sono solamente io. Forse è un tratto in comune
tra chi pratica il furto.
“Solo un po’?” chiese il Signor Beleren, alzando un
sopracciglio.
“Solo un po’” confermò il Signor Fayden. “Ascoltate, so che
non faccio parte di questa riunione strategica, ma vi dirò comunque la mia.
Nessuno vuole ripetere nuovamente questa esperienza. E se Bolas riesce ad
andarsene, prima o poi dovremo rifarlo. Io sono d’accordo con Mister Muscolo.”
Fece cenno con la testa verso il Signor Jura. “In un modo o nell’altro, tutto
finirà oggi.”
Gli altri si voltarono verso la Signorina Nalaar. Rilassò le
spalle. “E va bene” disse lei.
La osservai mentre radunava la Signorina Rai, la
Signorina Revane ed una piccola squadra dei membri di gilda più robusti che
riuscì a trovare. Poi partirono per il Nuovo Prahv.
Io e il Signor Fayden li guardammo andarsene. Lui annuì e
disse a bassa voce: “Buona fortuna, ragazze.”
Poi si voltò e se ne andò, dicendo: “C’è un gigantesco gingillo d’oro ad un paio di isolati da qui e invece di andare a prenderlo, io sto per andare in battaglia contro un Antico Drago. Che razza di ladro…”
III.
Penso che tutti stessero gestendo i propri brutti pensieri.
Tutti avevano da perdere molte più cose di me, suppongo. Voglio dire, io non
avevo nessuna Scintilla da farmi estrarre, e gli Eterni non potevano né vedermi
né sentirmi. Probabilmente ero molto più al sicuro di ogni altra persona.
D’altro canto, solo una manciata di persone facevano parte
della mia vita. Se ne avessi persa anche soltanto una, nel modo in cui pensavo
di aver perso Hekara quella stessa mattina, il mio mondo si sarebbe
rimpicciolito infinitamente. (Era improbabile che qualcun’altro a cui tenessi
potesse essere fatto risorgere.) Ma comprendere questo era già metà dell’opera,
sapete? Se fossi stata un pochino… invulnerabile, avrei sicuramente utilizzato
un tale potere per far sì che i miei amici e la mia famiglia rimanessero vivi e
al sicuro.
Quindi forse ero un po’ più sicura di me stessa rispetto a
molti presenti, mentre Teyo, Madama Kaya, Hekara e tutti gli altri
attraversavano la città. Vidi la Regina Vraska avvicinarsi al Signor
Beleren alle sue spalle e volevo vedere se la mia teoria fosse fondata.
E poi, sono in pattuglia come “origliatrice” ...
“Jace” disse lei, strozzando un po’ le parole.
Lui si voltò, si fermò e sorrise. Posò gentilmente la
propria mano sul retro del collo di lei e inclinò la propria fronte verso la
sua. “Salve, Capitana” sussurrò lui. Sussurrò così a bassa voce,
effettivamente, che se non avessi completamente invaso il loro spazio privato
non avrei mai potuto sentire ciò che disse.
Lei rispose, sussurrando: “Tu non sai ciò che ho fatto.”
Lui disse: “In realtà, lo so. Ma non è colpa tua. Non avevi
ancora ottenuto completamente i tuoi ricordi, ed io sono arrivato troppo
tardi.”
Lei allontanò la propria testa da quella di lui e sussurrò
nuovamente: “Sei arrivato decisamente troppo tardi. Ma la verità è che io avevo
effettivamente tutti i miei ricordi. E non è cambiato nulla.”
Lui scrollò le spalle. “Ascolta” disse, “oggi ho già provato
ad uccidere una mia ex. Possiamo mettere da parte l’angoscia fino alla morte
nostra o di Bolas?”
Lei sorrise mestamente. “Oh, e ora sarei una ex?”
Lo sapevo!
“Spero di no” disse lui, in panico.
“Non dobbiamo stare insieme prima di diventare ex?”
“Lo spero” disse lui. “Ehm… La prima parte, non la seconda.”
Sembrava così fragile. Per qualche ragione mi ricordava un po’ Teyo.
Lei disse: “Allora ci proveremo domani… dopo la morte nostra
o di Bolas?”
“In ogni caso?”
“In ogni caso.”
Lui annuì. “D’accordo. Ma ci tengo a ripetere che spero per
la prima opzione, non la seconda.”
“D’accordo.”
Lei prese la mano di lui, cosa che fece scaturire un’occhiataccia da parte di Mastro Zarek rivolta a loro due. Il Signor Beleren sorrise e lo salutò con un gesto della mano piuttosto beffardo. Poi lui e la regina camminarono mano nella mano verso qualsiasi cosa stesse aspettando ognuno di noi…
IV.
Assaltammo la Cittadella. Molte delle nostre forze urlarono
diversi gridi di battaglia. (Io non lo feci. Non aveva molto senso urlare un
grido di battaglia che nessuno potesse sentire.) I miei coltelli erano ancora
nei loro foderi, visto che mia madre aveva insistito perché mi facessi prestare
da lei un’ascia da guerra leggera. Non sono pienamente certa che fosse stato un
miglioramento. “Leggera” o meno, era comunque un’arma più pesante di quanto
fossi abituata, e la mia forza nelle braccia probabilmente non è quella che ci
si dovrebbe aspettare dalla figlia di Ari Shokta. Ma la faceva sentire
meglio vedermi più armata. E visto che lei poteva vedermi e avrebbe potuto
preoccuparsi, obbedii.
Aumentando il suo potere, e la sua statura, minuto dopo
minuto, il drago continuava ad incombere in cima alla sua piramide con le ali
spiegate e quella strana gemma che fluttuava tra le sue corna, che continuava a
raccogliere le Scintille rubate dei Planeswalker caduti che gli volavano
incontro.
Planeswalker appena caduti.
I Planeswalker non caduti, o non ancora caduti, combattevano
fianco a fianco con i guerrieri di gilda contro la silenziosa Orda Atroce.
Era il caos. Un vero caos. Eppure, entrambi gli schieramenti
erano equiparati, più di quanto avessimo sperato. C’erano meno Eterni di prima
e, grazie al Signor Fayden, alla Signorina Samut e agli altri, non sarebbero
arrivati altri rinforzi.
Borborygmos stava spazzando via l’area di fronte a lui,
usando due grosse mazze per schiacciare i mostri a destra e a sinistra. Il
Signor Fayden combatteva all’ombra del ciclope, utilizzando una
stregoneria che magnetizzava il rivestimento di lazotep degli Eterni,
facendoli scontrare tra di loro e, bé, bloccandoli l’uno contro l’altro. Nei
loro tentativi di liberarsi solitamente inciampavano e cadevano, esponendosi
agli attacchi. Il Signor Fayden poi si avvicinava e finiva l’ammasso di Eterni
con i colpi della sua spada. Era estremamente efficace.
La Signorina Samut correva tra i ranghi degli Eterni ad alta
velocità, mozzando teste con le proprie lame ricurve. Era troppo lontana perché
potessi sentirla parlare, ma sapevo che ad ogni testa tagliata un altro Eterno
era stato “liberato”.

Il Signor Vorel attraversava il campo di battaglia
con un passo fermo e determinato. In passato era stato un capoclan Gruul ed
ora, durante un combattimento ravvicinato, stava mettendo in furiosa mostra
(con un tocco Simic) le sue origini barbariche, che ovviamente condividevo
anch’io, mentre usava una mazza biomantica per “agganciarsi” ai mostri tramite
un qualsiasi rimasuglio della loro carne e letteralmente rivoltarli. Le
esplosioni di interiora e lazotep che ne conseguivano erano piuttosto
spettacolari.
Vidi il Signor Criniera D’Oro maneggiare una doppia ascia
contro un Eterno dopo l’altro. E vidi il Signor Karn frantumare la testa di un
Eterno tra le sue due mani metalliche.
La Regina Vraska combatteva come un demone, usando la sua
sciabola con la precisione di un bisturi ed il suo sguardo da gorgone per
trasformare gli Eterni che non tagliava in due in statue di pietra. A volte,
presa dalla foga, faceva entrambe le cose.
Il Signor Beleren, che combatteva al fianco di lei (credo),
creò diverse illusioni di sé stesso per attirare gli Eterni in posizioni tali
per le quali il Signor Criniera D’Oro, la Signorina Ballard o il Signor Karn
potessero ucciderli, anche se qualche volta utilizzava la propria telecinesi
per farlo lui stesso.
Una truppa di maghi Izzet stava usando dei lanciafiamme
contro gli Eterni, e per poco non bruciacchiarono il Signor Beleren nel
processo. Per questo gridò un avvertimento psichico che riecheggiò pesantemente
nel mio cervello.
Cavoli. Ecco come ci si sente.
Non era affatto come il mio piccolo talento psichico. Non
saprei neanche come farlo.
Il Signor Teferi creò delle bolle di tempo rallentato
attorno ai mostri inquietanti, facendole sparire solamente quanto il Mastro
Lanciere Boruvo, Ari o Gan Shokta erano in posizione per
distruggerli.
Un Planeswalker vampiro stava strappando le teste
degli Eterni con una forza terrificante, mentre una Planeswalker kor faceva
comparire degli spuntoni dalla pietra per impalarne tre o quattro alla volta.
Gli Agenti di Polizia Azorius, figure che solitamente
non trovo propriamente simpatiche, stavano comunque facendo fuori un buon
numero di Eterni sotto il comando di Madama Lavinia.
Degli assassini Dimir e dei cultisti Rakdos fecero
fuori un’intera falange di Eterni.
Erano tutti lì fuori, a collaborare. È quasi un evento
storico, sapete?
Ma in una battaglia del genere non sempre si vince.
Un Eterno afferrò il Signor Fayden da dietro. (Io ero troppo
occupata ad uccidere gli Eterni che avevo davanti e troppo lontana per aiutare,
ma vidi praticamente ogni cosa.) Lui riuscì ad incantare il lazotep del suo
assalitore: il suo teschio magnetizzato si spostò bruscamente indietro,
spezzandogli il collo e lasciandogli la testa ciondolante dietro le spalle.
Ma era comunque troppo tardi. Per un attimo, sembrò che il
Signor Fayden stesse sparendo. Probabilmente tentò un viaggio planare. Ma la
Signorina Nalaar doveva aver già compiuto la sua missione di riattivazione del
Sole Immortale. Lui tornò bruscamente in quella stessa posizione, con le dita
dell’Eterno che stavano ancora scavando all’interno del suo braccio.
Lui provò ad alzare la spada per tagliare via la mano
dell’Eterno ma, a quanto pare, la forza gli venne a mancare, perfino per
reggere semplicemente la spada. Essa scivolò tra le sue dita e cadde ai suoi
piedi, sulla pavimentazione.
Dopodiché lui urlò… abbastanza forte perché riuscissi a
sentirlo sopra il frastuono, perfino dal luogo in cui stavo combattendo.
L’Eterno era riuscito a raggiungere qualsiasi cosa rendesse Dack Fayden ciò che
era, e lo stava rubando. Mentre la Scintila di Dack gli stava venendo
strappata, sembrò che il suo corpo venisse prosciugato completamente da ogni
suo fluido vitale, lasciandosi dietro un guscio vuoto, fatto di pelle ed ossa.
L’Eterno prese fuoco e bruciò. La Scintilla rubata schizzò
in aria per nutrire la gemma del drago ed aumentarne il potere.
E il Signor Fayden smise di urlare quando il cadavere del suo assassino ed il proprio collassarono a terra insieme.
V.
Per quanto riguardava Hekara… era già abbastanza letale da
strega dei rasoi, quindi in teoria sarebbe dovuta essere esponenzialmente più
potente, ora che era diventata una strega di sangue. Ma la verità è che è
sempre stata più un’artista che una guerriera. E, oltre a quello, era chiaro
che la sua resurrezione l’avesse cambiata, almeno nei miei confronti. E se
fosse stata cambiata anche in altri modi? Se non fosse più stata tosta come
prima?
Per questo mi concentrai a proteggere loro tre.
Sorprendentemente, non dovetti preoccuparmi troppo per Teyo,
che sembrava averci preso veramente la mano. Forse non offriva molto in termini
di abilità offensive, eccetto lanciare qualche volta una mini-sfera di luce
contro un avversario, ma era sempre cauto, veloce e pronto ad alzare i suoi
scudi per difendere chiunque si trovasse in difficoltà all’interno dei nostri
ranghi.
E poi, improvvisamente, il ragazzo con poca capacità
offensiva scoprì che poteva utilizzare i suoi scudi come fossero degli arieti,
spingendo i mostri inquietanti indietro per farli poi distruggere da
Borborygmos, dal Signor Vorel o dalla Signorina… ehm... Signorina Lupo
Mannaro.
Madama Kaya, al contempo, aveva già una sua forma di
protezione. Affiancata dal Tutore Capo Bilagru e da un altro gigante
Orzhov, la vidi lanciare i suoi due pugnali spettrali nel cervello di un paio
di mostri inquietanti.
Ma stava trascorrendo un sacco di tempo nella sua forma
spettrale, cosa che sembrava stancarla. Passava attraverso un Eterno,
materializzava la propria mano ed affondava la sua lama spettrale nel teschio.
Poi rendeva incorporea la sua mano mentre materializzava i piedi mentre si
spostava verso un’altra delle creature. Ma la necessità, la minaccia e la
miriade di distrazioni dovute alla battaglia la resero imprudente e, ai miei
occhi, sempre più esausta. Cercai di guardarle le spalle, passando da Eterno ad
Eterno per finirli con la mia ascia in prestito senza venire notata da nessuno,
eccetto lei.
Beh gridai, per sovrastare il frastuono, “crescere nei Gruul
sembra porti a qualcosa! E crescere con la mia particolare condizione a volte
porta anche più vantaggi!”
Trascorsi un buon periodo di tempo a proteggere Kaya… e
molto più tempo a proteggere Hekara. La seguivo come un’ombra, e se le cavava
anche piuttosto bene per essere una donna morta… anche se non ho voluto tenere
il conto di quante volte feci fuori un mostro inquietante che voleva attaccarla
alle spalle.
E anche se forse non poteva vedermi, io potevo vederla ed assicurarmi che fosse al sicuro. È comunque qualcosa, giusto? O, almeno, è meglio di niente.
VI.
Non avevo idea da quanto tempo stessimo combattendo, ma ad
un certo punto risuonò un corno, ed io alzai lo sguardo per vedere la Parhelion
II, la grande aeronave Boros, che avanzava nel cielo. Dai suoi ponti si
calarono degli angeli. (Incluso un raro angelo a quattro ali che
guidava diversi squadroni, e Milady Maladola, che finalmente ebbe la
possibilità di togliersi quello sfizio per la battaglia che voleva sfogare.)
Dei cavalieri dei cieli Boros e degli equinauti di Selesnya cavalcavano pegasi, grifoni ed
aquile. Dei maghi Izzet guidavano delle sfere volanti di mizzium che
andavano a tutto gas verso la mischia, affiancate da dei goblin Izzet
su delle moto aeree e degli spiritelli Izzet su degli sfavilloni in
picchiata. Un solo piccolo drago ipersonico volava fianco a fianco con un
aladrago, un draghetto del vapore, un draghetto di zaffiro, un
draghetto del vento ed un nuotacieli Simic, che normalmente avrebbero cercato
di mangiarsi a vicenda. Ma non quel giorno.
Insieme stavano mandando in rotta il poco che rimaneva della
copertura aerea degli Eterni. È stato in quel momento che individuai il Signor
Jura a cavallo di un pegaso. Lo vedemmo tutti, e tutti esultammo. Stava
brandendo la spada che avrebbe messo fine ad ogni cosa… che avrebbe messo fine
a Nicol Bolas.
Il problema era che… non eravamo gli unici che prestavano
attenzione.
Vidi la Signorina Capelli Corvini, che sembrava stesse
imitando i movimenti di un arciere e alzando un arco immaginario, mentre i suoi
tatuaggi, o qualsiasi cosa fossero, brillavano di luce viola. Voltai lo sguardo
verso la Dea Eterna Oketra, che seguiva quei movimenti con il suo arco
gigante fin troppo reale. La Signorina Vess e Oketra presero la mira in modo
sincronizzato verso il Signor Jura. Io cercai di avvertire, ma non mi sentì
assolutamente nessuno mentre, come un’unica cosa, necromante e Dea Eterna
scoccarono una singola freccia delle dimensioni di un giavellotto.
Ma la freccia di Oketra non trovò il suo bersaglio nel
Signor Jura. Al suo posto, il proiettile lungo due metri impalò la cavalcatura.
Il pegaso perforato iniziò a cadere dal cielo.
Il Signor Jura, tenendo sempre in mano la spada, piombò insieme alla bestia verso il basso, dietro la Cittadella e fuori dal nostro campo visivo.
VII.
Quel momento non durò molto, ovviamente. La battaglia si
riaccese da entrambi i lati.
E poi qualcuno gridò: “GUARDATE! LA CITTADELLA! GUARDATE!”
Vidi per primo il fumo. Poi le fiamme. E poi l’enorme demone alato
dalla corona infuocata.
Hekara applaudì, scosse i suoi campanelli ed esultò ad alta
voce, chiamando il suo sacrilego capogilda: “Fagli vedere, Capo!” Lei si voltò
verso Mastro Zarek, Madama Kaya e la Regina Vraska gridando: “V’avevo detto che
era dalla nostra parte. Lui adora questo piano!”
Lord Rakdos. Contaminatore. Demone. Capogilda. Parun.
Grande quanto un drago, con braccia e gambe muscolose e proporzionate come
quelle di un lottatore. Due paia di corna, uno inarcato verso l’alto, esterno e
all’indietro, come quelle di un manzo. L’altro inarcato verso il basso, per poi
curvare verso l’alto, come quelle di un immenso montone. Occhi gialli
incandescenti. Denti affilatissimi, serrati in un largo ghigno. Una barba di
speroni d’osso che emergevano dalla sua larga mascella. Ali da pipistrello.
Zoccoli divisi in due. Pelle rosso sangue vestita di catene e teschi. E la sua
fronte era avvolta da un cerchio di fiamme. Ecco un male che poteva
rivaleggiare con molti altri.
Ma può rivaleggiare con Nicol Bolas?
E poi individuai il Signor Jura, a cavallo della testa del
demone. E lui si ergeva insieme alle fiamme della corona di Rakdos. La bianca
aura di invulnerabilità del Signor Jura lo stava sicuramente proteggendo dal
fuoco infernale, ma da dove mi trovavo io sembrava solo che si trovasse al
centro incandescente di una fiamma demoniaca.

Teneva ancora la Blackblade estratta e pronta a colpire,
mentre io continuavo a saltellare ed esultare per l’eroe ed il demone, mentre
quest’ultimo virò verso l’alto per poi cadere velocemente in picchiata verso la
Cittadella ed il suo padrone. Il ruggito del Contaminatore riecheggiò per la
piazza.
Quel ruggito fu un grave errore.
Attirò l’attenzione di Bolas. Il drago si voltò in tempo e
lanciò un incantesimo invalidante che respinse Lord Rakdos. Ma il Signor Jura
saltò prima di venire colpito dall’esplosione, utilizzando l’inerzia del demone
per tuffarsi verso Bolas con la Blackblade in posizione d’affondo.
Io trattenni il respiro mentre il Signor Jura, tenendo
l’elsa a due mani, calava la spada sulla fronte corrugata dell’Antico Drago.
Era stato detto che quella spada aveva già ucciso un demone
superiore, un Dio Eterno, e perfino un Antico Drago come Nicol
Bolas.
Ci siamo. Questo porrà fine a tutto.
Il colpo venne inferto, con il Signor Jura che spinse verso
il basso l’arma con tutta la sua forza…
La Blackblade si spezzò contro l’invincibile volto di Bolas.
E insieme alla Blackblade si spezzarono anche le speranze di ogni anima vivente di Ravnica.
VIII.
Mi sentivo soltanto intorpidita.
La Signorina Liliana Vess si mise in piedi vicino al corpo
di lui. Avevo sentito, o forse origliato, che la Signorina Vess e il Signor
Jura erano stati amici fino a pochissimo tempo prima. Per qualche ragione, mi
chiesi cosa lei stesse pensando in quel momento. Ma era troppo lontana perché
io riuscissi a leggerle i pensieri o le emozioni, figuriamoci la sua
espressione.
Ma non era troppo lontana per vederla camminare di qualche
passo in avanti mentre il mana oscuro
iniziava a vorticarle intorno. E mentre quell’energia vorticava, gli Eterni
smisero di combatterci ancora una volta. Si misero sull’attenti per cinque
secondi buoni… prima che tutti quei mostri, compresi i due Dei Eterni,
facessero dietrofront per marciare verso Nicol Bolas.
In quel momento capii che la Signorina Capelli Corvini aveva
cambiato fazione. Non conosco ancora il motivo, così come non conoscevo perché
inizialmente lei combattesse per il drago. Ma la Signorina Vess controllava gli
Eterni, e gli Eterni si erano chiaramente rivoltati contro il loro padrone,
sotto ordine della loro vera padrona.
Senza più nulla contro cui combattere, me ne rimasi lì in
piedi come una stupida, ad osservare…
Pensai di aver visto la Signorina Vess urlare qualcosa
contro Bolas, ma non riuscii a comprendere le parole. Qualunque cosa avesse
detto, riuscii a percepire l’improvvisa confusione del drago che colpì la mia
coscienza. La confusione venne poi seguita dal disprezzo.
Analizzai la Signorina Capelli Corvini. Le stava accadendo
qualcos’altro, e all’inizio non riuscii a capire esattamente cosa fosse. Poi mi
sembrò che stesse brillando dall’interno. Stava risplendendo… e si stava
dissolvendo.
Sì, ecco cos’era. Stava scomparendo: dei puntini neri e
delle scintille viola stavano venendo trasportati via dal vento. La stavo
osservando incenerirsi, disintegrarsi, un pezzettino alla volta.
Non mi sembra un modo piacevole per andarsene…
Oketra e Bontu, le due Dee Eterne sopravvissute,
stavano ancora cercando di raggiungere Bolas, ma il drago le stava tenendo a
bada irradiando energia magica pura.
Tornai a guardare la Signorina Capelli Corvini, che aveva
già molti meno capelli: dei pezzi della sua testa stavano bruciando.
E poi arrivò il Signor Jura, dietro di lei, ad appoggiarle
una mano sulla spalla. Lui era illuminato di bianco, e quel pallido bagliore
iniziò ad estendersi anche sulla Signorina Capelli Corvini, attorno a lei.
Mentre la Signorina Vess stava risplendendo della pura luce
bianca del Signor Jura, la sua figura stava iniziando a ricomporsi. I lunghi
capelli neri ripresero ad ondeggiare dietro di lei. Stava tornando di nuovo
intera.
Ma, ma…
In cambio, però, l’oscura morte di lei stava venendo
trasferita a lui. Ora era lui che stava producendo scintille e si stava
disgregando, proprio come stava accadendo alla Signorina Vess pochi secondi
prima. Lui alzò la testa, e sono piuttosto sicura di averlo udito… urlare,
prima di prendere completamente fuoco con una fiammata nera e disintegrarsi
definitivamente davanti agli occhi di tutti. Tutto ciò che rimase fu solamente
una parte della sua armatura, che cadde ai piedi della Signorina Capelli Corvini.
Armatura e ceneri, che ben presto vennero spazzate via dal vento.
Il Signor Jura è morto. Ma, ma… lui doveva essere l’eroe che
ci avrebbe salvati tutti, non è così?
Tutti volgemmo lo sguardo verso Bolas. Anche da quella
distanza, si poteva capire che fosse compiaciuto.
Quella volta udii chiaramente la Signorina Capelli Corvini
liberare un grido furioso, mentre spingeva in avanti entrambe le braccia. In
seguito a quel gesto, Bontu e Oketra avanzarono, avvicinandosi a Bolas da due
lati, mentre si sforzavano di superare la potente spinta che l’Antico Drago
stava rilasciando. Per ogni passo che una delle due Dee Eterne riuscivano a
compiere, il potere del drago le rispediva indietro di due passi.
Pensai che ormai fossimo tutti spacciati.
Poi, da qualche parte, il Signor Criniera D’Oro gridò: “Guardate!”
IX.
L’Antico Drago si guardò alle spalle. In volo dietro di lui
dall’altro capo della lancia si trovava Mastro Niv-Mizzet, che spinse ancora di
più l’arma attraverso la schiena di Bolas. Il suo ruggito di dolore riecheggiò
per la piazza.
Con un colpo d’ali, l’Antico Drago lanciò via il Mentefiamma
risorto. Si schiantò a terra qualche chilometro più lontano.
E la speranza ci saluta…
Il tempo si fermò. Ed il drago realizzò troppo tardi di
essersi dimenticato della Signorina Vess, capì che le aveva dato l’occasione di
colpire con la sua personale arma a due punte.
Le sue due Dee Eterne si mossero con intento omicida, e
subito furono addosso a Bolas. Il drago riuscì ad annientare Oketra.
Ma forse, indebolito da quello sforzo, o dalla lancia che
ancora gli spuntava dal petto, fu troppo lento per fermare Bontu, che morse il
polso del suo vecchio padrone.
Immediatamente e in modo automatico, Bontu iniziò a
raccogliere tutte le Scintille accumulate dall’Incantesimo dell’Antico del
drago. Tutte quante, tutte in una sola volta. Bontu assorbì quelle Scintille,
ma non poteva contenerle. Si ruppe in vari frammenti, esplodendo in una luce
così brillante che dovetti chiudere istintivamente gli occhi.

Quando li riaprii, la prima cosa che vidi fu l’esercito
degli Eterni che marciava su per gli scalini della piramide della Cittadella in
direzione del drago. E appena dietro di essi, un secondo esercito di
Planeswalker e abitanti di Ravnica. Dovetti correre per raggiungerli.
Sulla testa di Bolas si agitava un mulinello di Scintille
rubate. E poi non fecero altro che evaporare, con ogni singola Scintilla che
spariva nel nulla.
A quel punto io ero ancora al terzo scalino, probabilmente. Osservai Bolas iniziare a dissolversi, proprio come si stava dissolvendo il Signor Jura poco prima. E sempre come il Signor Jura, il drago urlò mentre veniva disintegrato, atomo dopo atomo, con il vento che disperdeva le sue particelle.
X.
Le innaturali nubi tempestose si aprirono e si dispersero,
lasciando spazio alla luce del sole di un tardo pomeriggio.
Rimanemmo tutti immobili, non sapendo se potessimo
permetterci di credere, o meglio se potessimo fidarci di credere, che l’incubo
fosse finito.
Poi, in modo spontaneo, si levò un’esultazione da tutti i
combattenti della piazza, compresa me. Strisce spiraleggianti di magia verde
celebrativa vennero lanciate nel cielo. Tutti quanti, uomini e donne adulti di
qualsiasi specie, si stavano arrampicando sulle rovine della statua di Bolas,
come se fosse un parco giochi per bambini. I veri bambini, apparsi dal nulla,
si arrampicarono sull’ormai caduto e dormiente Vitu-Ghazi (nonostante
i disperati tentativi del mio padrino di scacciarli).

In quel momento la Signorina Vess era in piedi sulla cima
della Cittadella, sui cui scalini si trovava un vero e proprio muro di Eterni
inerti ed immobili a separarla dagli abitanti di Ravnica e dagli altri
Planeswalker. Dopodiché la folla terminò improvvisamente di fare baldoria e,
guidata da Borborygmos e dal Signor Minotauro Scorbutico, si impegnò a
falciare l’intera Orda Atroce assaltandola alle spalle. Tagliarono ogni cosa a
pezzi. A pezzettini. I mostri non provarono nemmeno a difendersi mentre li
colpivamo e li riducevamo in pezzi. (Mi ritrovai anch’io a sfogarmi su di
essi.) Non persi comunque di vista la Signorina Capelli Corvini. Io sapevo che
lei poteva controllare gli Eterni, e volevo poter lanciare un avvertimento
preventivo se avesse deciso di farli resistere… anche solo per proteggere sé
stessa.
Lei invece si inginocchiò. Non riuscii a vedere bene cosa
stesse facendo. Poi si rialzò nuovamente ed effettuò un viaggio planare
all’interno di una nuvola nera.
Non riuscivo a capire. Ero così sicura che il Sole Immortale
fosse stato riattivato. Non era forse per quello che il Signor Fayden non
riuscì a sfuggire al suo destino? Ma suppongo che, alla sconfitta del drago,
l’artefatto fosse stato nuovamente disattivato.
Successivamente se ne andò una Planeswalker vestita di
bianco. Vidi la Signorina Yanling ed il Signor Yanggu partire
con il loro cane a tre code (che sembrò tramutarsi in pietra non
appena tutti e tre svanirono). E anche altri partirono, anche se non ne
conoscevo i nomi.
Udii la Signorina Samut dire ad alta voce: “Non è questo il
modo! Questa è la mia gente. Devono essere distrutti, certo. Ma non in questo
modo. Garantite loro un minimo di dignità.”
“È per questo che siamo qui” disse la Signorina Ballard, e
con un cenno verso la Signorina Nalaar iniziarono la loro opera. Sotto i vigili
occhi del minotauro, del ciclope e della figlia di Amonkhet, le due piromanti
si spostarono verso ciò che era rimasto dell’immobile Orda Atroce e bruciarono
meticolosamente ciascun suo componente fino a ridurlo in cenere, senza
lasciarne nemmeno un frammento.
Non rimasi lì per osservare tutta la scena. Passai qualche
minuto a cercare i miei genitori. Li trovai insieme, avvinghiati in un
abbraccio in qualche modo imbarazzante. Catturai l’attenzione di Ari. Lei mi
indicò a Gan Shokta. Ci abbracciammo tutti. Restituii l’ascia a mia madre. Poi
tornai a cercare i miei amici.
A quell’ora, il sole stava calando dietro le torri di
Ravnica… quelle che ancora erano in piedi, perlomeno. Stava discendendo il
crepuscolo. E non la notte artificiale dell’Incantesimo dell’Antico, ma quella
reale. Il tramonto. Il vespro. E la notte a seguire. Ed un altro mattino ed un
nuovo giorno dopo di essa.
Eravamo sopravvissuti.
La maggior parte di noi…
Tutti intorno a me stavano festeggiando. E chi non stava
festeggiando stava portando via i feriti e quelli in fin di vita.
E i morti.
XI.
Hekara era seduta su un pezzo di muratura crepato, intenta
nella sua personale interpretazione del conseguimento di quella importantissima
vittoria tramite due burattini a guanto incredibilmente realistici: delle
versioni di sé stessa e di Mastro Zarek. Era un bellissimo spettacolo inteso
per un pubblico formato solamente da lei stessa e dalla sua Rat.
“Sì che sei la mia Rat.”
“Sì che sono la tua Rat.”
Ovviamente non era particolarmente conscia della mia
presenza. Ma la performance fu comunque piuttosto godibile. E lei interpretava
le voci per entrambe le mani.
“Abbiamo battuto il drago malvagio, vero, Hekara?” disse il
burattino Zarek, in un’imitazione piuttosto vicina all’originale capogilda
Izzet, anche se con un tono di voce leggermente più acuto.
“Certo che sì” rispose il burattino Hekara, con uno strano
baritono che non assomigliava per nulla alla voce di Hekara, che rese la scena
sinceramente molto divertente.
“Ed è bastato solamente che tu morissi in modo orribile.”
“Certo. Ma solo una volta. Non mi dispiace morire una volta.
Non succede spesso. Di solito per una buona causa, oppure per dare valore
all’intrattenimento.”
Avrei potuto assistere a quello spettacolo per ore, ma Teyo
lo interruppe. Non so per quanto tempo fosse rimasto alle mie spalle, ma
camminò verso Hekara e disse: “Emissaria, si ricorda della sua amica Rat?
Araithia?”
Hekara disse: “Ma certo che mi ricordo di Rat! Adoro Rat!
Dov’è adesso?”
Mi rese così felice, che quasi iniziai a piangere.
Teyo mi indicò a lei. Credo che pensasse che a Hekara
bastasse concentrarsi su di me per imparare di nuovo a vedermi.
Ma lei risultò solamente confusa. Quindi Teyo prese la mano
di Hekara che indossava il suo burattino e tentò di guidarla, di condurre
Hekara da me.
Lei esitò e resistette. Sembrava nervosa e a disagio come
mai avevo sentito prima quando disse: “Sai, non mi ricordo proprio com’è fatta
Rat. Ed è piuttosto strano, vero?”
Teyo non sapeva cosa dire. Ma per me non era una novità.
Anche le persone che riuscivano a vedermi tendevano a dimenticarmi se non mi
facevo vedere per troppo tempo. Perfino mia madre, anche se non l’ha mai
ammesso, iniziava a dimenticarsi di avere una figlia nel caso le stessi lontana
per troppo tempo. Suppongo che non me lo sarei mai aspettato così presto da
parte di Hekara. Ma non è stata una vera e propria sorpresa, ecco.
Quindi fui molto grata quando la conversazione fu interrotta
da un duro suono di ali in movimento e dalla puzza di zolfo. Lord Rakdos in
persona stava atterrando per trovare la sua Emissaria.
“VIENI, DONNA” disse lui, con la sua roboante voce
sepolcrale, “RAVNICA È NUOVAMENTE NOSTRA. LA LUNGA BATTAGLIA HA DEPRESSO MOLTE
PERSONE, ED IL CIRCO MACABRO DEVE APRIRE ALLA FOLLA E SOLLEVARE GLI ANIMI.
ABBIAMO ARTISTI DA RADUNARE, SPETTACOLI DA PREPARARE, ED UN PUBBLICO GIÀ PRONTO
E DESIDEROSO DI DIMENTICARE GLI ORRORI DI QUESTA GIORNATA… TRAMITE IL FUOCO. IL
SANGUE E IL FUOCO.”
“Oh, benissimo” disse Hekara, mentre si faceva prendere
dalla mano del demone come un burattino di Hekara a grandezza naturale pronto a
pronunciare le parole del suo padrone. Volarono via insieme, con Hekara che
gridava: “Fuoco! Sangue! Fuoco!”
Okay, beh, non mi ci aveva fatto pensare due volte.
Fa male, va bene? Fa male. È questo che volete sentirmi
dire?
Ma poi alzai lo sguardo, e vidi che Teyo era incredibilmente
affranto. Per il suo bene, provai a fare buon viso a cattivo gioco. Sorrisi,
feci spallucce e dissi: “L’ho persa.” Ma non riuscii a mantenere il sorriso. Le
mie spalle si rilassarono. E la mia testa si abbassò. “Non avevo mai perso
nessuno prima. La maggior parte delle persone non le ho mai nemmeno avute. Ma
lei è la prima che poteva vedermi e che ho perso.”
Come per aggiungere la beffa al danno che era appena
accaduto, la Signorina Rai scelse proprio quel momento per inciamparmi quasi
addosso. Ho dovuto spostarmi lateralmente mentre passava.
Teyo sembrò ancora più affranto, se fosse stato possibile.
Individuò Madama Kaya che si stava avvicinando a noi e disse: “Non dimenticarti
che tu hai ancora noi due.”
Io annuii. Volevo farlo sentire meglio, ma non riuscivo a
farcela. Dissi: “Peccato che siate entrambi dei Planeswalker. E che prima o poi
ve ne andrete da Ravnica.”
Mi pentii immediatamente di averlo detto.
Non aiuta nessuno fare sentire tutti in modo pessimo. Chi è
che aiuta? Sicuramente non me. Preferisco che i miei amici siano felici,
sapete?
Iniziammo a camminare, oltrepassando le persone che
festeggiavano e quelle che erano in lutto. La Guerra della Scintilla era
terminata. L’unica cosa che rimaneva da fare era raccogliere tutti i pezzi e
provare a ripartire da zero.
Alla fine, ci unimmo ad un gruppo di Planeswalker e abitanti
di Ravnica nel bel mezzo di una discussione su quello che ci sarebbe stato da
fare con il Sole Immortale.
“Distruggiamo quella dannata cosa” disse il Signor Minotauro
Scorbutico.
La Signorina Rai protestò: “Ma è un incredibile pezzo da-”
“È un’incredibile trappola per Planeswalker. Ed una nella
quale sono rimasto bloccato due volte. E lasciate che sia chiaro, non ho
intenzione di rimanere intrappolato una terza volta.”
La Regina Vraska, con la sua mano destra intrecciata alla
mano sinistra del Signor Beleren, disse: “Distruggerlo potrebbe essere più
facile a dirsi che a farsi. È stato creato da una magia molto potente,
potenziata dalla Scintilla di Azor stesso.”
Il Signor Beleren si grattò il mento irsuto. “Inoltre,
quella cosa potrebbe risultare utile in futuro per rintracciare ed
intrappolare Tezzeret.”
“O Dovin Baan” aggiunse la Signorina Nalaar.
“O Ob Nixilis” aggiunse il Signor Karn.
“O”, disse la Signorina Arco Lungo, “Liliana Vess.”
Sia il Signor Beleren che la Signorina Nalaar sobbalzarono
quando venne menzionato il nome della Signorina Capelli Corvini. La Regina
Vraska guardò il Signor Beleren con un po’ di preoccupazione. La Signorina
Ballard ed il Signor Teferi si scambiarono uno sguardo. Tutti loro avevano
chiaramente una storia complicata con quella necromante. E distolse per un po’
la mente dai miei pensieri, cercare di capire quale sarebbe potuta essere
quella storia… e cosa avrebbe portato alla fine.
Non era ancora stato deciso nulla nel momento in cui
arrivarono anche gli altri Guardiani. La Signorina Revane ed il Signor Criniera
D’Oro giunsero insieme a Madama Aurelia, che stava trasportando l’armatura
bruciata del Signor Jura come fosse una reliquia sacra.
La Signorina Nalaar disse: “Dovremmo sotterrarla su Theros.
Penso che a Gid sarebbe piaciuto.”
“Ciò che gli sarebbe piaciuto” disse il Signor Criniera
D’Oro, “è sapere che non è finita.”
“Non è finita?” chiese Teyo, terrorizzato.
Il Signor Criniera D’Oro ridacchiò ed appoggiò una zampa
rassicurante sulla spalla di Teyo. “Credo che la minaccia di Nicol Bolas sia
ormai passata. Ma non possiamo far finta che Bolas sarà l’ultima minaccia che
il Multiverso dovrà affrontare. Se vogliamo veramente onorare il nostro amico
Gideon, dobbiamo promettere che la prossima volta che si presenterà un’altra
minaccia i Guardiani saranno lì.”
La Signorina Nalaar guardò l’Ambasciata del Patto delle
Gilde distrutta e disse: “Abbiamo perso la nostra sede.”
“Non abbiamo bisogno di una sede. Dobbiamo solamente
rinnovare i nostri Giuramenti.”
“Ajani, li abbiamo già rinnovati tutti oggi” sospirò il
Signor Beleren, leggermente esausto, o forse esasperato. “Non pensi che una
volta al giorno sia abbastanza?”
Il Signor Criniera D’Oro si incupì. La zampa sulla spalla di
Teyo strinse involontariamente la presa. Il leonid non lo fece sanguinare, ma
Teyo sussultò.
Madama Kaya lo notò e tolse delicatamente la zampa,
permettendo a Teyo di tirare un sospiro di sollievo.
Non riuscii a non ridacchiare un po’. Teyo ed io ci
scambiammo un sorriso.
Ha veramente un bel sorriso…
Madama Kaya parlò: “Forse… forse io dovrei compiere un
Giuramento.”
La Signorina Nalaar la guardò piena di speranza e disse:
“Davvero?”
Mastro Zarek la guardò dubbioso e ripeté: “Davvero?”
“Non sono una persona esemplare…” iniziò Kaya.
“Fidati, nessuno di noi lo è” ribatté mestamente il Signor
Beleren.
La Regina Vraska sbuffò in modo scherzoso.
Ma Madama Kaya li ignorò entrambi. “Sono stata un’assassina
ed una ladra. Ho sempre avuto il mio codice morale, ma il suo principio cardine
era sempre ‘Guardati per bene le spalle’. Ho la capacità di passare attraverso
ogni cosa vivente, di non permettere a nulla di toccarmi. E questo è vero per
quanto riguarda letteralmente i miei poteri, ma in qualche modo è diventato
anche qualcosa che è filtrato nelle mie emozioni. Il mio periodo su Ravnica
come assassina, ladra, capogilda riluttante e guerriera forse ancora più
riluttante non mi ha lasciata indifferente. Combattere al vostro fianco è stato
un onore. La cosa più spaventosa eppure la cosa migliore che abbia mai fatto
nella mia bizzarra vita. L’impresa che i Guardiani hanno compiuto qui oggi-” Il
suo sguardo deviò verso l’armatura tra le mani di Madama Aurelia. “-Ciò che
avete sacrificato qui oggi… beh… potrà sembrare sdolcinato, ma è stata una vera
ispirazione. Se mi vorrete accettare, mi piacerebbe far parte di tutto questo.
Vorrei che voi tutti sappiate che se ci saranno dei problemi voi potrete
convocarmi, ed io sarò al vostro fianco.”
“Ci piacerebbe molto” disse la Signorina Nalaar.
“Certo, ragazza” disse il Signor Criniera D’Oro, sfoderando
il suo sorriso da leonid.
La Signorina Revane, il Signor Teferi ed il Signor Beleren
sorrisero ed annuirono tutti per mostrare il loro consenso.
Madama Kaya prese un respiro profondo ed alzò la mano
destra. Forse come simbolo di ciò che poteva offrire, quella mano divenne
spettrale, trasparente e brillante di una leggera luce viola. Lei disse: “Ho
attraversato il Multiverso ad aiutare i morti a… ehm, passare oltre, al
servizio dei vivi. Ma ciò a cui ho assistito qui su Ravnica in questi ultimi
mesi, in queste ultime ore, ha cambiato ogni cosa che credevo di sapere. Mai
più. Per i vivi e i morti, sarò una guardiana.” Poi si voltò e sorrise a me e a
Teyo.

Potevo percepire Teyo che si chiedeva se anche lui avesse
dovuto prestare un Giuramento, se qualcuno degli altri lo considerasse degno di
farlo. Io stavo per dirgli che sarebbero dovuti essere loro onorati ad averlo
tra le loro fila.
Ma entrambi fummo distratti dall’arrivo di Mastro
Niv-Mizzet, che atterrò in modo quasi spettacolare e sorrise. “Sei senza
lavoro, Beleren. Il Mentefiamma è il nuovo Patto delle Gilde Vivente. Come
sarebbe sempre dovuto essere.”
Il Signor Beleren ridacchiò. “Eppure non mi sento
particolarmente dispiaciuto a cedere quella responsabilità.”
Ignorando completamente il drago, la Signorina Revane
inclinò la testa verso una delle molte crepe nella pavimentazione della piazza.
Chiuse gli occhi e respirò profondamente. Tra i ciottoli spezzati dalla
battaglia, un seme germogliò e crebbe rapidamente fino a diventare un albero
dalle grandi foglie verdi.
Fece un cenno alla Signorina Nalaar, che in qualche modo
sapeva già istintivamente le intenzioni dell’elfa. La piromante staccò
attentamente dalla pianta tre delle foglie più grandi.
Aurelia passò l’armatura alla Signorina Nalaar che,
affiancata dal Signor Beleren e dalla Signorina Revane, condussero una solenne
processione verso la folla in festa (e in lutto). Una triste Madama Aurelia li
osservò andarsene, ma senza seguirli. Molti degli altri Planeswalker invece lo
fecero.
Mastro Zarek toccò Madama Kaya sulla spalla e le fece cenno
di aspettare. Il Signor Vrona fece lo stesso con la Regina Vraska, che annuì e
disse al Signor Beleren che l’avrebbe raggiunto più tardi.
Teyo rimase lì, confuso, ed io ero abbastanza curiosa da
aspettare al suo fianco. Anche le Madame Lavinia e Aurelia, la Signorina Rai ed
il drago rimasero ad aspettare. Venimmo presto raggiunti dal Signor Vorel,
Dama Exava, Gan Shokta e Boruvo. (Che mi sorrise, anche se mio padre, come
al solito, non era consapevole della mia presenza.) Non appena la processione
dei Guardiani fu fuori portata uditiva, la Signorina Rai si trasformò in
Mastro Lazav, cosa che mi fece chiedere dove fosse in quel momento la vera
Signorina Rai.
Il Mentefiamma parlò per primo: “Come nuovo Patto delle
Gilde Vivente, mi sono consultato con i rappresentanti di ogni gilda.”
Madama Kaya alzò un sopracciglio verso il Signor Vrona, che
annuì.
Il drago continuò: “Abbiamo concordato che certi individui,
coloro che hanno collaborato con Nicol Bolas, dovranno essere puniti.”
La Regina Vraska reagì, illuminando i propri occhi di magia:
“Non verrò giudicata da gente come voi.”
“Tu sei stata giudicata” disse Madama Lavinia, severamente,
ma non minacciosamente. “E le tue azioni odierne hanno alleviato quel
giudizio.”
Mastro Zarek disse: “Tu non sei l’unica che è stata
ingannata ed usata da Bolas. Anche io e Kaya condividiamo questa colpa
particolare. Potremmo anche aver riconosciuto il nostro errore prima di te, ma
non abbiamo intenzione di cavillare nei confronti di un’alleata. E sicuramente
non di un’alleata volenterosa di dimostrare la propria fedeltà a Ravnica e alla
propria gilda.”
La Regina Vraska non divenne meno sospettosa né meno
allertata, ma i suoi occhi smisero di brillare. “Sto ascoltando.”
Madama Aurelia disse: “Centinaia, forse migliaia di esseri
senzienti sono morti a Ravnica oggi.”
“E con un danno alle proprietà indicibile” aggiunse il
Signor Vrona.
Ignorandolo, Madama Aurelia continuò: “Tali atti di terrore
non devono rimanere impuniti. Ci sono tre persone che hanno fatto tutto quello
che era in loro potere per aiutare e favorire il drago: Tezzeret, Dovin Baan e
Liliana Vess.”
Teyo disse: “Ma Liliana non-”
Il Signor Vorel lo interruppe: “La Vess ha cambiato fazione
troppo tardi. Solamente dopo essere stata la causa diretta della quasi totalità
del massacro.”
“Cosa ci state chiedendo esattamente?” disse Madama Kaya,
tristemente.
“Tutti e tre sono Planeswalker” affermò Lazav. “Sono fuori
dalla nostra portata. Ma non sono fuori dalla vostra.”
Il Mentefiamma andò dritto al punto: “Ral Zarek ha già
accettato di dare la caccia a Tezzeret. Vraska, come penitenza per i tuoi
peccati del passato, ti assegniamo Dovin Baan. E Kaya, le dieci gilde
desiderano ingaggiarti per assassinare Liliana Vess.”
Credo che forse la Guerra della Scintilla non sia poi così “finita” come avevo immaginato, sapete?