Genitori, è giusto far notare che questa storia contiene contenuto che potrebbe essere non adatto ai lettori più giovani.
Data: 15 di Dhazo
Luogo: Alture Trifoglio
Verbale di Sintesi della Raccolta Tributi:
Dei 360 nomi in lista nel registro tributario:
- 259
cittadini hanno pagato il 30% richiesto dei loro stipendi per intero.
- 87
cittadini hanno presentato pagamenti parziali con promesse di debito
(Vedere Libro Mastro dei Debiti per i dettagli)
- 13
cittadini hanno optato per fustigazione pubblica o vincoli di servitù.
- 1
cittadino si è rifiutato totalmente di pagare: come richiesto, i suoi beni
sono stati confiscati, insieme a quelli dei suoi parenti, così che siano
redistribuiti in attesa di assoluzione.
Totale dei Tributi Settimanali:
- 21.890
zini in monete coniate
- 7.503
zini in promesse di debito
- 4.401
zini in proprietà confiscate (Vedere le valutazioni stimate nelle note
sottostanti)
Oggetto di proprietà n. 1: Qtà 3 - Catene di monete,
argento. Stimate a 69 zini.
Oggetto di proprietà n. 2: Qtà 1 - Talismano Orzhov,
lapislazzuli con decorazione in cristallo. Stimato a 155 zini.
Oggetto di proprietà n. 3: Qtà 7 - Maschere facciali per
thrull, placcate in oro. Stimate a 109 zini.
......
È la mia terza settimana da esattrice di tributi certificata
e, nonostante le promesse di mio padre, non sta affatto diventando più facile.
Oggi è andata particolarmente male, quindi lo scrivo qui nel mio libro mastro.
Tanto nessuno legge tutte queste note, perciò posso appuntare qui i miei stati
d’animo quando ne sento il bisogno senza che nessuno se ne accorga.
Oggi ho affrontato il mio primo rifiuto. Il cittadino in
questione ha provato a contestarmi il fatto che il nuovo requisito del trenta
per cento era troppo alto. Diceva che prima era il dieci per cento, da tempo
immemore. Gli ho gentilmente spiegato che era ancora al dieci per
cento: il primo dieci per cento era destinato alla gestione della difesa e
della guerra, il secondo dieci per cento ai servizi sociali e alle
infrastrutture, e l’ultimo dieci per cento era destinato a Orzhova per il
compenso del prezioso tempo di Kaya e degli Oligarchi, ma lui non ne voleva
sapere. Gli ho presentato l’opportunità di compensare l’altro venti per cento
in promesse di debito, se ne aveva la necessità, ma poi ha iniziato ad
insultare la gilda, a dire che la nostra capogilda avrebbe fatto meglio a
levare quelle avide mani dalle sue tasche prima che fosse stato costretto ad
intervenire personalmente.
Potevo soprassedere alla sua agitazione e alle imprecazioni,
ma non potevo ignorare una spudorata minaccia contro Kaya. Mentre mi stavo
muovendo per reprimerlo, i suoi occhi erano agitati come quelli di un ratto
rabbioso. Ha provato a caricarmi, sbattendo le mani contro la mia armatura
d’oro finché il metallo non si è tinto del rosso del suo sangue. Gli ho
appoggiato un avambraccio sulla tempia e poi ho usato il mio bastone per
colpirgli piedi e farlo sbilanciare. È caduto colpendo il terreno, con il respiro
pesante e spezzato. Mi ha fissato negli occhi tutto il tempo, come se la
punizione che avrebbe subìto sarebbe stata inferta per colpa mia.
È lui che si era rifiutato di pagare. Io stavo facendo solo il mio lavoro.
Data: 24 di Dhazo
Luogo: Tenuta della Prosperità
Verbale di Sintesi della Raccolta Tributi:
Dei 292 nomi in lista nel registro tributario:
- 120
cittadini hanno pagato il 30% richiesto dei loro stipendi per intero.
- 127
cittadini hanno presentato pagamenti parziali con promesse di debito
(Vedere Libro Mastro dei Debiti per i dettagli)
- 37
cittadini hanno optato per fustigazione pubblica o vincoli di servitù.
- 8
cittadini si sono rifiutati totalmente di pagare: come richiesto, i loro
beni sono stati confiscati, insieme a quelli dei loro parenti, così che
siano redistribuiti in attesa di assoluzione.
Totale dei Tributi Settimanali:
- 6.890
zini in monete coniate
- 37.503
zini in promesse di debito
- 8.143
zini in proprietà confiscate (Vedere le valutazioni stimate nelle note
sottostanti)
Oggetto di proprietà n. 1: Qtà 3 - Tirapugni in ottone, con
speroni. Stimati a 37 zini.
Oggetto di proprietà n. 2: Qtà 12 - Piccoli turiboli,
argento con rivestimenti d’oro. Stimati a 155 zini.
Oggetto di proprietà n. 3: Qtà 1 - Auricolare per
comunicazioni, Dimir, incantato. Stimato a 109 zini.
......
Oggi, dopo cena, ho mostrato a mio padre i soldi che avevo
sgraffignato dai tributi. Quasi cinquecento zini. Riuscivo quasi a vedere l’oro
riflesso in quei suoi vitrei occhi spalancati. Si è asciugato una lacrima prima
che potesse cadere a terra, e poi mi ha stretto in un forte abbraccio.
“Duecentoquindici zini in più rispetto alla settimana
scorsa! Che brava la mia ragazza!” mi ha detto, pizzicandomi l’orecchio. Mi
sono sentita orgogliosa di contribuire agli ormai esigui fondi della mia
famiglia. Ultimamente stava diventando dura, anche prima dell’aumento
tributario da parte di Orzhova.
Qualche anno fa, una serie di cattivi investimenti aveva devastato buona parte dell’eredità di Padre. Andò al cospetto degli spiriti dei nostri antenati con la speranza di ottenere un prestito dalle immense fortune alle quali si erano aggrappati dopo la loro dipartita. Ammettere il fallimento lo sconvolgeva, e noi tutti avremmo dovuto sopportare gli sguardi sprezzanti dei nostri antenati ad ogni loro visita durante il Giorno delle Assoluzioni o la Vigilia della Resa dei Conti. Ma ciò con cui tornò a casa Padre fu ben peggio di un accollamento di debiti. Era tornato a casa con la verità: non esisteva alcun patrimonio di famiglia. La ricchezza dei nostri antenati era stata ben vincolata alle tombe del Concilio Fantasma, e quando il Concilio Fantasma tirò le cuoia, anche i loro soldi se ne andarono con esso. Gli spiriti dei nostri antenati avevano mantenuto una facciata della loro ricchezza per tutto quel tempo, quando in realtà possedevano solo qualche milione di zini a nome loro e non sopportavano l’idea di separarsene.

Io ero amareggiata, ma Padre comprese meglio di me. Anche
per noi mantenere le apparenze sarebbe stato importante e costoso. Non osavamo
assumere meno di tre servitori, per paura che la voce si spargesse fino agli
Oligarchi. Come pontefice, mio padre non li incontrava spesso, ma stare
all’ombra degli Oligarchi era un privilegio a cui molti aspiravano. Non
potevamo rischiare di vedere abbassarsi la nostra levatura sociale, quindi
tutti nella nostra famiglia facevano la loro parte. La raccolta dei tributi era
il mio contributo.
“Sapevo che saresti stata nel tuo elemento” ha detto Padre,
infilando i soldi in una delle sue profonde tasche. “Te l’avevo detto che
sarebbe diventato più facile.”
Fregare uno zino di qua, uno di là. Truccare i libri mastri.
Tutti gli esattori di tributi lo fanno.
Solo io non ci riuscivo. So che è l’unico motivo per cui mio
Padre mi ha spinta ad intraprendere questa carriera. Un giorno di onesto
lavoro per un giorno di furti onesti mi diceva con una risata. Ma
prendere i soldi delle altre persone non mi faceva provare gioia, anche se la
nostra famiglia ne aveva bisogno, perché tutte quelle famiglie là fuori avevano
molto meno di noi. Quindi ottenni un secondo lavoro come assistente di un mago
della carne. Creare thrull non è proprio il lavoro più alla moda, ma paga bene,
e sono brava. Se i miei genitori lo venissero a scoprire, me ne pentirei per
sempre: mi direbbero come la magia della carne sia infima per il nostro ruolo sociale,
e se gli spiriti della nostra famiglia mai lo venissero a sapere… che gli dèi
ci aiutino!
Metà di ciò che guadagno ogni settimana lo dono a mio padre. E l’altra metà la utilizzo per assistere i cittadini che non riescono a pagare i loro tributi. Non ne posso aiutare molti, ma in cuor mio spero che ci siano altri esattori di tributi che facciano la stessa cosa.
Data: 11 di Prahz
Luogo: Via dell’Oligarca, Sud
Verbale di Sintesi della Raccolta Tributi:
Dei 436 nomi in lista nel registro tributario:
- 34
cittadini hanno pagato il 40% richiesto dei loro stipendi per intero.
- 339
cittadini hanno presentato pagamenti parziali con promesse di debito
(Vedere Libro Mastro dei Debiti per i dettagli)
- 34
cittadini hanno optato per fustigazione pubblica o vincoli di servitù.
- 29
cittadini si sono rifiutati totalmente di pagare: come richiesto, i loro
beni sono stati confiscati, insieme a quelli dei loro parenti, così che
siano redistribuiti in attesa di assoluzione.
Totale dei Tributi Settimanali:
- 1.890
zini in monete coniate
- 68.667
zini in promesse di debito
- 22.852
zini in proprietà confiscate (Vedere le valutazioni stimate nelle note
sottostanti)
Oggetto di proprietà n. 1: Qtà 4 - Pietreindice, incantate.
Stimate a 67 zini.
Oggetto di proprietà n. 2: Qtà 2 - Sigilli, macchiati.
Stimati a 55 zini.
Oggetto di proprietà n. 3: Qtà 12 - Quarto di sangue umano,
pastorizzato. Stimato a 109 zini.
......
Padre oggi è tornato a casa di pessimo umore: un altro dei
suoi piani per arricchirsi in fretta è fallito. Ed è fallito malamente, a
giudicare dallo stato della sua gamba, che ora era un ammasso contorto di carne
di thrull grigio-blu. Ho provato ad avvicinarmi abbastanza da poter usare la
mia magia della carne senza che lui se ne accorgesse, ma continuava ad
infuriarsi e a pestare i piedi per tutta la casa. La maschera d’oro del thrull
attaccata sulla sua pianta del piede ha colpito così forte il pavimento da far
cadere le bambole di porcellana nell’espositore di Madre. Padre insultava il
Conclave di Selesnya, indicandoli come un branco di zeloti mangia-crusca
plagiati che si vestivano di foglie, e diceva che avrebbe abbattuto la gilda da
solo per quello che gli avevano fatto. In tutto questo, degli zib di rame
continuavano a cadere dai buchi nelle sue tasche. Dai suoi sproloqui ho
scoperto che aveva avuto a che fare con un macchinario Izzet e dei wurm.
Sembrava interessante, ma non ho voluto origliare.
È meglio evitarlo quando è in questo stato.
Oggi è effettivamente successo qualcosa di
interessante mentre lavoravo dal Mago della Carne Jarek. Stavo sciogliendo un
cadavere quando l’ho sentito parlare nella stanza per i regolamenti di conti.
“Zitta” diceva. “Le tue suppliche sono inutili ora.”
Una donna stava implorando per la propria vita… nulla di
nuovo. Tutti i prestatori lo facevano. Ma poi lei ha detto: “Ho delle
informazioni che riguardano una vulnerabilità a Vitu-Ghazi. Devo solamente
consultarmi con il mio supervisore, e poi verrò compensata adeguatamente.
Dopodiché, potrò ripagare tutti i miei debiti!”
Estremamente curiosa, ho lasciato cadere la carne con cui
stavo lavorando e per poco non ribaltavo una pila di rotule mentre mi
affrettavo a raggiungere la porta. Quando ho sbirciato dentro la stanza per i
regolamenti di conti, ho visto una donna vestita con una pregiata tunica
Selesnya, il cui materiale trasparente era quasi un respiro sulla sua pelle. I
suoi movimenti, però, erano precipitosi e sgraziati, e mi hanno colta di
sorpresa. Quando ero più giovane, sentivo nel cuore di voler unirmi ai Selesnya.
Volevo studiare le loro tradizioni ed apprendere il potere del “dono”. Padre
fece morire l’idea sul nascere, quindi non ebbi occasione di imparare molte
cose di loro, ma una cosa la sapevo: nessun membro dei Selesnya avrebbe mai
osato indebitarsi con il Sindacato Orzhov. L’unica conclusione plausibile era
che fosse una spia. Dimir, molto probabilmente.
Jarek non ha avuto pietà per lei, e ha richiamato il potere
delle rune nascoste nelle ombre della stanza per i regolamenti di conti. Della
magia è scaturita dalle sue dita: neri tentacoli di fumo che inizialmente erano
effimeri, salvo poi affilarsi in veri e propri pugnali. Ha scorticato la
prestatrice dalla testa ai piedi e, non appena concluso l’ultimo taglio, il suo
spirito è volato verso il soffitto. Prima di poter fuggire, lui è riuscito a
relegarlo in un tomo con un’altra combinazione di incantesimi, per poi ordinare
allo spirito di mettersi in fila lungo il muro insieme agli altri che aveva
mietuto oggi. Tredici. Era stata una giornata impegnativa.
Quando mi ha chiamato, ho contato fino a cinque, poi sono
corsa dentro, come se non stessi ficcanasando appena dietro la porta. Ho
trascinato il cadavere fuori dalla stanza per i regolamenti di conti, l’ho
spogliato, per poi pulirlo con oli profumati che bloccassero la decomposizione.
Ho consultato i miei diagrammi, cercando di capire le forme che avrei dovuto
incidere nella carne. Avevamo avuto un ordine per un thrull del tesoro. Creare
una bestia da sei tonnellate è un bel rompicapo da risolvere, e di solito non
richiede meno di quaranta corpi umanoidi, ma io avevo trovato un modo per farlo
con trentatré. Il trucco sta nel misurare due volte e lanciare l’incantesimo
una sola volta… non è un grande segreto, ma sono rimasta sorpresa dalla
quantità di maghi che iniziano ad invocare incantesimi senza un minimo di
pianificazione. Potrei creare per intero un altro thrull con tutti gli scarti
di carne che si lasciano dietro.
Ma mentre iniziavo a disegnare le linee sul corpo con il carboncino, i miei occhi continuavano a spostarsi verso la tunica Selesnya piegata perfettamente al centro del pavimento.

Ho pregato gli spiriti dei miei antenati perché scacciassero
quel pensiero malsano.
Uno degli imp thrull che avevo assemblato oggi ha iniziato a
miagolare, con gli occhi che continuavano a fare avanti e indietro tra me e la
tunica, come se avesse capito cosa stavo pensando.
“Non dovrei proprio…” gli ho risposto. Non sarebbe stato
rispettabile prendere quella tunica. Ora apparteneva ad Orzhova, è soltanto
un’altra proprietà confiscata da registrare in un libro mastro:
Oggetto di proprietà n. 12.542: Qtà 1 - Tunica, Selesnya,
seta. Stimata a 68 zini.
Non sarebbe mancata a nessuno, tanto. Ho infilato la tunica
nella mia sacca.
Forse non sono così male a rubacchiare, dopotutto.
Rileggendo l’ultimo estratto, sembra che mio padre sia una
pessima persona, ma in realtà è magnifico in tutto ciò che conta. Durante il
nostro periodo di prosperità, contribuì spesso alle arti, commissionando
ritratti su vetrate colorate dei nostri antenati da utilizzare come finestre
della nostra sala da pranzo. Aveva investito in diverse piccole attività,
inclusa una che creò un generatore di runechiavi, cambiando completamente
l’ambito della sicurezza a Ravnica. E Padre con me ha la pazienza di un santo.
Durante la mia gioventù, ho avuto un periodo un po’ ribelle… cercavo ancora di
capire chi fossi e la mia appartenenza. Mi ero colorata i capelli di ogni
colore dell’arcobaleno (tranne il verde, ovviamente… Padre non avrebbe mai
accettato quel colore in casa nostra) e lui non aveva mai battuto
ciglio. Anzi, mi faceva sfilare nella basilica mentre mia madre stava dieci
passi dietro di noi, troppo imbarazzata per essere vista dalle signore dei suoi
circoli sociali. Ero piccola sotto l’imponenza di quegli intimidatori archi
della basilica, ma camminare al fianco di Padre con quel suo sorriso sul volto
mi faceva sentire una gigantessa. Mi ha supportato in ogni modo possibile, ed è
per questo che non mi pesa negare questa parte di me stessa per lui.
Ma attraverso di lui sono riuscita a vedere il buono che c’è nella nostra gilda, e gli Orzhov per me sono abbastanza.
Data: 26 di Prahz
Luogo: Piazza della Penitenza
Verbale di Sintesi della Raccolta Tributi:
La raccolta dei tributi è stata temporaneamente sospesa a causa delle rivolte. Sono stati inviati soldati di rinforzo dal Decimo Distretto per aiutare a portare la situazione alla normalità.
Bè, ho avuto inaspettatamente il pomeriggio libero, e non
penso di tornare al lavoro domani. I cittadini non sono contenti di un altro
aumento dei tributi in così poco tempo, e mi sto stancando di raschiare via il
sangue da tutti gli angolini e le fessure della mia armatura.
Padre è uscito per incontrarsi con il proprietario di un
piccolo porto per un potenziale investimento, e mia madre era al suo circolo
sociale, quindi pensavo di avere la casa tutta per me oggi.
Non c’è voluto molto prima che i miei pensieri tornassero su
quella tunica Selesnya nascosta sotto il mio materasso. Sono andata a provarla,
giusto per vedere come mi stava addosso. Era quasi su misura, e rispetto
all’armatura alla quale mi ero abituata, mi sembrava di indossare delle nuvole.
Mi sono immaginata una filigrana di foglie che mi ricopriva le braccia, i
capelli tirati indietro e legati con un viticcio contorto, con anche delle
bacche e dei fiori applicati qua e là. Ho saltellato fino in sala e mi sono
inchinata di fronte all’imponente espositore di Madre, facendo finta che fosse
Vitu-Ghazi. Ho danzato come fossi il vento che soffiava tra le foglie
dell’albero del mondo… come se non fossi più costretta a confiscare le
proprietà per le quali la gente aveva lavorato spaccandosi le ossa pur di
ottenerle, non più costretta a confiscare perfino le loro vere ossa.
Poi la porta principale si è spalancata rumorosamente. Mio
padre era tornato a casa e, a giudicare dal puzzo paludoso che si era portato
dentro, sapevo che non sarebbe stato carino con me. Ho cercato di liberarmi di
quella maledetta tunica, ma i lacci sulla schiena erano annodati
magistralmente. Senza altre opzioni, mi sono nascosta nelle ombre, osservandolo
mentre si sfogava, lamentandosi di essere stato quasi schiacciato da una cassa
di whisky. Si è strappato via il mantello, ricoperto di rifiuti rimasti attaccati
alla lana sul retro.
“Miri!” ha chiamato a voce alta, credendo che fossi ancora
in camera mia. “Miri! Vieni qui.”
Poi i suoi occhi si sono abituati alla flebile luce, e mi ha
visto.
Non l’avevo mai visto così infuriato. La sua voce faceva
tremare le travi, facendomi cadere addosso sbuffi di polvere. Vestirsi con una
tunica Selesnya in casa sua? Sarei stata diseredata. Quindi ho cercato di
inventarmi una scusa, una qualsiasi.
“Mi sono imbattuta in una certa informazione, Padre. Una
soffiata secondo la quale Vitu-Ghazi ha una vulnerabilità.” Ho deglutito il
blocco che avevo in gola. “Andrò sotto copertura per vedere se riesco a
trovarla, e se ci riuscirò potremmo sfruttarla per far implorare pietà
all’intera gilda di Selesnya!”
“Dove hai ottenuto questa informazione?” mi ha ribattuto
immediatamente, con gli occhi ancora socchiusi. “Questo non mi sembra un
incarico per un’esattrice di tributi. Andrò a parlare con il tuo comandante.”
Gli ho afferrato la camicia, ancora bagnata fradicia,
capendo che gli avrei dovuto dire del fatto che praticassi la magia della
carne. “L’incarico non proviene dal mio comandante. Ho sentito
quest’informazione da una spia, con le mie stesse orecchie.”
“Ma dove?”
“La spia stava implorando di avere salva la vita, appena
prima di venire catturata in forma di spirito. Io… è da un po’ che lavoro per
un mago della carne nel mio tempo libero.”
Il suo sguardo di rimprovero non si è ammorbidito. Invece di
aiutare la mia causa, questa rivelazione è stata la seconda sfida verso di lui.
Se dovevo guadagnare nuovamente la fiducia di mio padre, dovevo essere
convincente.
“Padre, pensi veramente che indosserei questi stracci
pacchiani se non credessi che questa soffiata ci possa benedire con una
ricchezza inenarrabile? Ho visto come tu e Madre vi siete sforzati, mettendo da
parte la vostra felicità per aumentare la mia. Nel momento in cui ho sentito di
questa vulnerabilità dei Selesnya, non sono riuscita a pensare ad altro se non
a come sfruttarla per aumentare la prosperità degli Orzhov. Gli esattori di
tributi mi hanno addestrata nell’arte dell’intimidazione e del combattimento.
Tu mi hai insegnato a come manipolare il sistema perché ne beneficiasse la
nostra famiglia. Ti prego. Fammi agire.”
I suoi occhi si sono poi rilassati. La sua postura è passata
da un unico muscolo teso a due braccia aperte, pronte per elargire un
abbraccio.
Sono riuscita a piantargli nella mente il seme della
ricchezza, e quando mi ha guardata vestita in quella tunica, non vedeva più una
traditrice, ma un degno successore che avrebbe ripristinato la ricchezza della
nostra famiglia.
Non sono sicura di quale dei due scenari sia peggio.
Data: 7 di Mokosh
Luogo: Complesso degli Iniziati
Sono qui! Orientamento Selesnya.
Ed ora ho un vero diario, fatto di carta di foglie di palma benedette due volte con dei fiorellini gialli pressati nel composto. Le pagine sono friabili e troppo spesse per essere sfogliate come si deve, ed in alcuni punti sembra che non vogliano proprio che il mio inchiostro rimanga impresso… ma è bellissimo, ed è mio, e non devo più nasconderlo. Anzi, gli anziani incoraggiano di prendere nota dei nostri sentimenti nel diario ogniqualvolta ne sentiamo il bisogno.

La nostra classe conta trecento iniziati. Danika, Caz e
Vasil sono il baccello di sviluppo che mi hanno assegnato. Caz e Vasil sono
senza gilda. Danika aveva lavorato come agente di polizia Azorius, ma dopo il
massacro della rivolta di Udzec ed il giro di vite che ne è conseguito, aveva
avuto un crollo nervoso e decise che doveva cambiare ambiente. Il nostro
baccello di sviluppo è connesso ad altri quattro, che formano un ramo di
supporto, e questi rami si connettono ai tronchi dell’arricchimento, dopodiché
c’è una cosa simile ad un sistema a radici, ma da quella parte della
spiegazione avevo iniziato a non ascoltare più l’anziano perché, senza nemmeno
farlo apposta, l’odore combinato delle nostre trecento ascelle iniziava a
gridare oscenità dirette al mio naso.
Ci eravamo lavati in un bagno caldo di bacche ed oli prima
di cambiarci nelle nostre nuove tuniche intonse. In quel momento c’era un
profumo fantastico, ma a quanto pare quei princìpi botanici non contrastavano
il sudore ed il fetore prodotto dai nostri punti umidi. Uno degli iniziati ha
perfino avuto il fegato di alzare una mano per lamentarsi.
L’anziano aveva definito l’odore come parte della nostra
“aura naturale” e ci ha promesso che presto ci saremmo abituati.
Danika ha fatto poi passare per il nostro baccello una fiala, ed ognuno di noi ha premuto l’aroma di olio profumato sotto il naso, poi siamo tornati seduti per ascoltare attentamente le istruzioni per le preghiere.
Data: 12 di Mokosh
Luogo: Raduno del Conclave
Non mi piace scriverlo, ma sento già la mancanza di casa.
Certo, il Sindacato Orzhov ha i suoi problemi, ma almeno la nostra igiene è
impeccabile, e la nostra carta non si frantuma di sua spontanea volontà se la
guardi troppo. E non ho mai apprezzato i soldi tanto quanto lo sto facendo ora.
Per esempio, ieri, quando ho scoperto che stavamo venendo convocati per
partecipare alla nostra prima Benedizione Collettiva, sapevo per certo che mi
sarei dovuta presentare con qualcosa di più affascinante della mia tunica
rubata. Dopo quasi una settimana di utilizzo continuo, stava iniziando a
sgualcirsi, ma non ci sono tessitori abbastanza vicini da raggiungerli a piedi
vicino al complesso degli iniziati. Solo un paio di sarti che confezionano
tuniche fatte in casa.
Ho comunque trovato la tunica che cercavo: una bellissima
seta leggera ricamata di foglie dorate. Il mio portafogli è praticamente
saltato fuori dalla tasca dopo averla vista. Il lavoro della sarta era
magnifico. Celestiale. Non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sarebbe
stata proficua la sua attività con l’aiuto di un buon investitore. Avrebbe
potuto comprare i contratti di debito di una mezza dozzina di prestatori e far
loro fare tutto il lavoro di cucito. Avrebbe potuto triplicare i suoi profitti solo
nel primo anno, espandere il suo marchio, comprare un punto vendita in Via
Latta, andare a caccia di altri investitori, e poi…
...Ma questi non sono i modi dei Selesnya. E per peggiorare
ulteriormente le cose, la sarta avrebbe scambiato la tunica per un bollitore di
rame o per delle cesoie per la potatura rinforzate in bandu. Sono saltata alla
conclusione che un bollitore sarebbe stato più facile da trovare, dato che non
so cosa siano delle cesoie per la potatura rinforzate in bandu. Sono andata da
un fabbro che voleva quattro paia di calze fatte a maglia per il bollitore.
L’unica maglierista nelle vicinanze voleva un chilo di pelo di lupo bianco.
(Non ho osato chiedere a cosa le servisse.) Ho trovato un cavalcalupo che era
indisposto e voleva che in cambio portassi a spasso il suo cucciolo. Ho portato
a spasso il lupo (che non era assolutamente un cucciolo). Ho dato
il pelo alla maglierista, e le calze al fabbro. Ci avevo preso la mano con il
baratto, anche se avevo sprecato quasi l’intera mattinata a fare commissioni
invece di studiare e, lasciate che ve lo dica, la mia aura personale era stagionata.
Quindi mi sono data una lavata prima di tornare dalla sarta,
perché sapevo che non avrei avuto il tempo di farlo prima del raduno per le
Benedizioni Collettive. Poi ho bussato alla sua porta, e nel momento della sua
risposta le ho mostrato il bollitore, bello e lucido, senza riuscire a
contenere la smorfia orgogliosa sul mio volto. “Vorrei barattare questo per
quella tunica, se non è un problema.”
Con un sorriso dolcissimo, mi ha detto: “Ma cosa me ne
dovrei fare di due bollitori?” E da dentro casa sua ho sentito il
fischio di un bollitore, scambiato con un altro cliente non meno di venti
minuti prima. Mi faceva male la testa. E anche il cuore.
Quando mi sono ricongiunta con il mio baccello, Danika ha
visto la mia frustrazione e mi ha messo addosso uno scialle che ha cambiato
completamente l’estetica della mia tunica. Eravamo in ritardo per le
Benedizioni, quindi ci siamo seduti verso il fondo, dove lo sciamano non
potesse notarci. Eravamo sempre più irrequieti dopo la terza ora di canto ed
abbiamo iniziato a passarci delle note tramite dei foglietti di foglie di
palma. Le ho chiesto se domani avesse voluto venire con me a Vitu-Ghazi.
Sembrava che si stesse integrando meglio di me all’interno del Conclave, quindi
il suo aiuto mi sarebbe utile. Lei ha accettato, e quando il nostro foglietto
si è disintegrato in un cumulo di briciole nel momento in cui l’ho preso in
mano, abbiamo fatto fatica a contenere le risate.
Sapevo che le possibilità di trovare una vulnerabilità a
Vitu-Ghazi erano molto scarse. Sapevo che mio padre sarebbe rimasto deluso.
Potremmo non reclamare mai il nostro patrimonio, ma almeno potrò dirgli di
averci provato. E forse, con il suo compleanno alle porte, si dimenticherà
presto di questo sciocco piano. Nel Sindacato, i compleanni vengono celebrati
con delle collane di monete, ed ogni anno gli Oligarchi per i quali Padre
investe molto tempo pur di impressionarli lo ricopriranno di ricchezze. Per gli
Oligarchi, quelle collane sono semplici gingilli, ovviamente, ma la loro
generosità potrebbe tenere a galla la nostra famiglia per mesi, forse perfino
per un anno.
Quando ero bambina, e quando i soldi per i compleanni erano
solamente soldi superflui, lo aiutavo a staccare le monete dalla collana e ad
impilarle. Ne donava metà alla chiesa, come è richiesto, ma l’altra metà la
spendeva per le corse dei dromad, con la possibilità di trasformare quegli
spiccioli in una fortuna. Mi portava sempre con lui. Mi sedevo sulle sue gambe,
anche se cadevo ogni volta che si alzava in piedi preso dalle emozioni: o
ringraziava gli spiriti per una scelta vincente, o li malediva quando sceglieva
male. Era molto più frequente quest’ultima situazione.
Ogni anno tornava a casa con le tasche vuote ed un grande
sorriso che attraversava il suo viso, dicendo che c’era andato vicinissimo a
vincere, e che un giorno non ci sarebbe stato nulla che non potesse darmi se
glielo avessi chiesto, e poi mi pizzicava l’orecchio e si stupiva di come
avesse trovato un’ultima moneta nascosta dietro di esso.
Oh. Questo raduno per le Benedizioni sta durando da quattro ore. Mi si sono addormentate le chiappe. Dèi, se mi manca casa mia.
Data: 13 di Mokosh
Luogo: Complesso degli Iniziati
Oggi abbiamo imparato un incantesimo di crescita. Sembra che
tutti i miei compagni di baccello abbiano trovato “il dono” e siano riusciti a
far crescere dei semi fino a farli diventare rigogliose piante. Io, invece, ho
solo sprecato tempo a pregare gli spiriti dei miei antenati perché facessero
accadere qualcosa, qualsiasi cosa, prima che l’anziano tornasse
dalle sue meditazioni e vedesse il mio triste vaso di terracotta riempito di
sola terra.
“Hai provato il Canto di Vitu-Ghazi?” mi ha chiesto Vasil,
inclinando preoccupato un sopracciglio.
Io ho scosso la testa. Tutta la mattinata di ieri è andata
sprecata a recuperare quel bollitore, quindi non ho avuto tempo di esercitarmi.
Vasil mi ha guidata attraverso il canto, e quando l’ho provato a fare da sola
vedevo che qualcosa si era mosso sotto la terra, ma i semi non erano
germogliati. Li ho tirati fuori e tenuti sul palmo della mano. I grossi semi
bianchi si erano seccati ed erano diventati marroni.
“Non preoccuparti” mi ha detto Caz, interrando degli altri
semi nel vaso. “L’invocazione della scintilla del seme è a prova di stupido.”
Mi ha poi dato un colpetto col gomito. “Non lo insegnano agli iniziati perché è
così semplice che non varrebbe nemmeno la pena imparare i canti.” Poi Caz ha
agitato le sue dita come se disegnasse una spirale, ha evocato un globo verde
pulsante di magia nella propria mano, per poi cospargerlo sul suo vaso. La sua
pianta grassa ha raddoppiato le sue dimensioni.
Ho provato a fare la stessa cosa, e quando io ho cosparso la
mia terra emersero tre germogli. Per un breve attimo, ero entusiasta, ma poi si
sono avvizziti, proprio come i semi.
Quando il mio baccello aveva finito le idee, hanno provato
ad aiutarci alcuni del nostro ramo di supporto. Quando anche quelle idee non
erano andate a buon fine, mi ha dato consiglio uno degli iniziati del nostro
tronco di arricchimento che aveva assistito a tutte le lezioni di incantamento.
Ma nulla ha funzionato, e l’anziano sarebbe tornato da un momento all’altro. Mi
sono chiesta se il fatto di non riuscire a far crescere nulla fosse dovuto al
fatto di aver lavorato per troppo tempo con la morte.
Però Danika non si è arresa con me. Ha continuato ad
aiutarmi nei canti, finché l’anziano non è tornato, ma poi, all’ultimo secondo
utile, ha scambiato il mio vaso con il suo.
“Bel lavoro” mi ha detto l’anziano, pizzicando le foglie per
testarne l’elasticità. “Molto bene.” Poi si è voltato verso Danika, corrugando
la fronte vedendo i suoi germogli avvizziti. “Prima o poi il dono ti troverà”
ha detto. “Ma vorrei che passassi il resto della serata in meditazione
correttiva.”
Più tardi le ho chiesto perché mai avesse compiuto quel
gesto. Mi ha detto che sapeva quanto oggi sarei voluta andare a visitare
Vitu-Ghazi, e che non ci fossimo riuscite ad andare insieme, almeno sarei
potuta andare io da sola. Non sapevo cosa dire. Sono rimasta sopraffatta dalla
sua generosità e dal suo sacrificio, e dalla gentilezza di tutti quelli che
avevano provato ad aiutarmi.
Quindi sono andata alla Sala di Gilda da sola, e quando mi
sono ritrovata lì in piedi mi sono stupita della magnificenza dell’albero del
mondo. Vederlo di persona è stato agrodolce. Era così perfetto, così sereno, e
l’architettura organica che lo avvolgeva sembrava fatta di sbuffi di fumo
piuttosto che di pietra. Ma sapevo già che domani sarei stata diretta a casa a
mani vuote, pronta ad affrontare la delusione di Padre. Tutti quei sentimenti
se ne sono andati quando ho sentito qualcosa vibrare contro la mia coscia. Mi
sono abbassata per trovare una tasca nella mia tunica. Non l’avevo mai notata
prima. A dir la verità, sono sicura che prima non ci fosse mai stata. Mentre
infilavo dentro la mano, dei fili di magia si sono spezzati. La tasca, tutto
d’un tratto, sembrava pesante, trascinando la tunica verso terra da quel lato.
Mi sono assicurata che nessuno stesse guardando, e poi ho
tirato fuori l’oggetto. Era un artefatto… dei Selesnya. Mi pulsava in mano, e
quando l’ho alzato verso Vitu-Ghazi mi si è rivelata una sconcertante verità.
Il grande albero era stato ripristinato qualche tempo fa in seguito ad un
attacco da parte di un qualche mago supremo Izzet, ma era sembrato che quelle
ferite fossero superficiali. Sotto la corteccia, riuscivo a vedere quanto in
realtà era fragile l’albero del mondo, con fratture da fatica che si espandevano
per tutti i suoi rami, dei pilastri di supporto nascosti che riuscivano a
malapena a reggere tutto quel peso. Un attacco opportunamente mirato avrebbe
potuto far collassare l’intera struttura, e questa volta per sempre.
Questo artefatto potrebbe valere milioni per gli Orzhov. Decine di milioni. Forse di più. La nostra famiglia sarebbe stata fatta emergere dalla disperazione, e l’orgoglio che mio padre avrebbe avuto nei miei confronti sarebbe stato lucente quanto il sole.
Data: 14 di Mokosh
Luogo: La Mia Camera
Ieri sera sono corsa a casa direttamente dal Conclave,
impaziente di dire a mio padre quello che avevo scoperto. Ho spalancato la
porta, sudata e con la nausea. Prima di poter aprire bocca, mio padre ha dato
un’occhiata alle mie condizioni pietose, chiamando poi i servitori per
immergermi in un bagno con saponi profumati, darmi qualcosa di decente da
vestire e preparami un pasto degno di un Orzhov. Solo allora avrebbe accettato
di ascoltare le notizie che avevo per lui. Ha poi inviato un paggio che andasse
a prendere mia madre al suo circolo sociale. Quando è tornata a casa, ha
continuato ad adularmi, togliendo i legnetti e le piccole bacche dai miei
capelli, come una mamma lupo che pulisce il pelo del suo cucciolo.
“Mi sei mancata, Miri” ha detto, e per la prima volta il mio
nome era come una canzone che usciva dalle sue labbra. Ogni tipo di imbarazzo
che aveva provato nei miei confronti era sparito. “La casa non è stata più la
stessa da quando non ci sei. Tuo padre è stato insopportabile e continuava a
vantarsi con tutti di quanto sua figlia fosse coraggiosa.”
Il profumo della carne cotta e delle salse mi ha fatto
venire l’acquolina in bocca. Dopo una settimana di fiocchi di crusca e frutta
essiccata, mi stavo praticamente sbavando addosso. Il cibo aveva attirato la
mia attenzione, ma la mano di mia madre mi ha fatto volgere sguardo verso di
lei.
“So che la tua gita dai Selesnya è stata tutto uno
stratagemma. Hai sempre avuto quella gilda nel cuore, da quando eri bambina.
Una madre sa sempre tutto. Ora dì a tuo padre che hai trovato questa.” Mi ha
messo tra le mani un artefatto: una delicata corona dorata che irradiava una
leggera luce bianca. “Digli che l’hai sgraffignata dalle sale di Vitu-Ghazi.
Inventa una bellissima storia, e per ora soddisferà la sua brama di ricchezza.”
Dopo avermi fatto questo discorso, non stavo più nella pelle
per l’annuncio ancora migliore che avrei fatto a cena. Perfino gli spiriti
degli antenati si erano uniti a noi, imbronciati dinanzi al delizioso banchetto
che sapevano non potessimo permetterci. Ho raccontato la mia storia, e mio
padre pendeva totalmente dalle mie labbra. Ha riso quando ho parlato della
carta orribile e della mia mattinata persa a barattare. Mia madre ha sorriso,
con una piccola ruga d’orgoglio all’angolo degli occhi. È stato in questo
momento che ho capito quanto fosse già molto ricca la mia famiglia. Non per le
monete nelle nostre tasche, ma per l’amore che proviamo l’uno per gli altri nei
nostri cuori. Ho anche pensato agli amici che mi ero fatta al Conclave. Ai
profondi legami che abbiamo creato in così poco tempo. Legami che non sono
ancora pronta ad abbandonare.
Quando sono arrivata alla parte di Vitu-Ghazi, è uscito
qualcosa di inaspettato. Non ho raccontato loro della vulnerabilità, e che la
nostra famiglia sarebbe stata destinata a condividere un enorme patrimonio. Ho
invece mostrato a mio padre l’artefatto che mi aveva dato mia madre.
“La Corona della Convergenza? Miri, questa vale migliaia di zini!” ha urlato mio padre, e mentre mi tirava a sé per un abbraccio, io e mia madre abbiamo condiviso un sorrisino complice.

“L’ho fatto per te, Padre. Così che potessi essere fiero di
me.”
“Oh, Miri. Io sono sempre stato fiero di te” ha detto. “E
non esiste patrimonio al mondo che possa battere l’amore che provo per te.”
Questo sarà il mio ultimo estratto sul diario Selesnya. Non voglio che mio padre lo trovi per caso, anche se dubito che questa carta possa durare conservata più di qualche mese, soprattutto ora che le mie lacrime stanno trasformando in poltiglia ogni pagina.
Data: 29 di Mokosh
Luogo: Via dell’Oligarca, Nord
Verbale di Sintesi della Raccolta Tributi:
Dei 621 nomi in lista nel registro tributario:
- 551
cittadini hanno pagato il 18% richiesto dei loro stipendi per intero.
- 65
cittadini hanno presentato pagamenti parziali con promesse di debito
(Vedere Libro Mastro dei Debiti per i dettagli)
- 5
cittadini hanno optato per fustigazione pubblica o vincoli di servitù.
- 0
cittadini si sono rifiutati totalmente di pagare.
Totale dei Tributi Settimanali:
- 68.417
zini in monete coniate
- 3.670
zini in promesse di debito
- 2.852
zini in proprietà confiscate (Vedere le valutazioni stimate nelle note
sottostanti)
Oggetto di proprietà n. 1: Qtà 3 - Rune, incantate. Stimate
a 67 zini.
Oggetto di proprietà n. 2: Qtà 1 - Sigillo, molto sporco.
Stimato a 75 zini.
Oggetto di proprietà n. 3: Qtà 12 - Caraffe di guano di
pipistrello. Stimate a 205 zini.
......
Sono tornata al lavoro, e ora le cose vanno meglio.
Fortunatamente mi sono persa la parte peggiore della rivolta, e la calma è
tornata nelle strade ora che il Sindacato aveva acconsentito ad una tassazione
molto più ragionevole del diciotto per cento. È più di un mese che non devo
lavare via il sangue dalla mia armatura.
Il compleanno di Padre è stato lo scorso fine settimana.
Come avevamo previsto, portò a casa una piccola fortuna in collane di monete,
ma disse che il miglior regalo era il dono che gli avevo dato.
“È un albero di monete incantato” gli dissi, mentre glielo
facevo vedere nel suo vaso di terracotta. Lui guardò il germoglio e corrugò la
fronte. Stava per urlare qualcosa sul fatto di non permettere a nulla di verde
di entrare in casa sua, ma poi misi la mano dentro la terra e tirai fuori una
moneta d’oro.
I suoi occhi si illuminarono.
“L’ho fregato ieri dalle proprietà confiscate” dissi io.
“Produce una moneta ogni notte.”
Da allora, mio padre ha diligentemente badato all’albero: lo
innaffia, si assicura che abbia abbastanza luce, e ci parla pure quando pensa
che nessuno lo senta. Ed ogni notte, dopo che mio padre è andato a dormire, e
prima che io me ne sgusci via per andare a lavorare segretamente con la magia
della carne fino alle prime ore del mattino, metto un moneta nella terra, così
che lui possa trovarla.
Avere quella piccola quantità di verde in casa nostra mi
riempie di serenità e speranza. Ora come ora, è solo una talea che lui ha
permesso di far entrare nelle nostre vite, ma presto riuscirà ad allungare le
sue radici oltre il suo vaso, e spero di fare così anch’io, prima o poi.